
RAINBOW LIBERATION FRONT
Rainbow Liberation Front
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Paese: Grecia Genere: Drammatico • Queer • Folk rurale Sezione festivaliera: Giornate degli Autori – Venezia 2025


Nel villaggio montano di Tirna, in Grecia, la vita di due giovani donne prende una piega inattesa.
Argyro, contadina intraprendente, vive un legame profondo con Anneta, la ragazza più popolare del paese.
Quando Anneta rivela di essere incinta e di voler seguire il fidanzato in città, Argyro la convince a un’ultima avventura: cercare la leggendaria grotta dell’orso.
È il momento che Argyro aspettava per confessare il suo amore… ma Anneta parte prima che possa farlo.
In città, costretta a convivere con una suocera invadente, Anneta capisce che il destino che le è stato imposto non coincide con ciò che desidera davvero.
Il film è descritto come “un’odissea d’amore che unisce più generi, ambientata nel cuore del folklore montano dei Balcani”.
La relazione tra Argyro e Anneta offre una rappresentazione rara e luminosa della vita queer in contesti rurali.
Il film si distingue per:
- tono affettuoso e non tragico
- humour leggero
- attenzione ai legami femminili
- un immaginario rurale che diventa spazio di desiderio e possibilità
È una narrazione queer non cupa, lontana dai cliché del trauma.
I fatti del mese – Dicembre 2025
La rubrica “I fatti del mese” nasce per offrire una panoramica chiara e dignitosa degli avvenimenti più significativi, con uno sguardo particolare ai temi di giustizia sociale, cultura e diritti civili.
Paese: Iran Genere: Drammatico • Sentimentale • LGBTQ+ underground Durata: 106 minuti Lingua: Persiano Regia e sceneggiatura: Farnoosh Samadi
IN ITALIA
Dicembre 2025: cosa è successo in Italia sulle tematiche LGBT+
A fine dicembre, vari osservatori e associazioni hanno pubblicato analisi molto dure sullo stato dei diritti LGBT+ in Italia. Secondo Gayburg, il 2025 è stato segnato da una strategia politica coordinata che ha prodotto:
Ddl Valditara: obbligo di consenso scritto dei genitori per qualsiasi attività di educazione affettiva o sessuale nelle scuole, con il rischio di creare una “eterosessualità obbligatoria” e favorire movimenti anti‑gender.
Restrizioni ai farmaci per minori trans: un ddl approvato dal governo limita drasticamente l’accesso ai trattamenti medici, ignorando linee guida internazionali e creando ostacoli alla tutela della salute delle persone trans minorenni.
GPA come “reato universale”: la legge entrata in vigore nel 2025 estende la punibilità della gestazione per altri anche se praticata all’estero, con effetti diretti sulle famiglie omogenitoriali e sui loro figli.
Questi elementi hanno portato molte associazioni a parlare di persecuzione sistematica delle persone LGBT+.
A dicembre, diverse organizzazioni (Arcigay, Gaynet, Rete Lenford) hanno pubblicato comunicati e rapporti che:
denunciano arretramenti legislativi;
segnalano un aumento di discorsi d’odio e discriminazioni;
chiedono un intervento dell’UE e dell’ONU.
Gaynet, ad esempio, ha definito il 2025 “uno degli anni più bui per i diritti LGBTQIA+ a livello globale”.
Nel 2025 l’Italia è stata criticata anche da organismi internazionali:
ONU – Revisione Periodica Universale: l’Italia ha respinto il 73% delle raccomandazioni sui diritti LGBT+.
Rainbow Map 2025: l’Italia arretra nella classifica europea dei diritti LGBTQIA+.
Questi dati sono stati ripresi nei commenti di dicembre come prova del deterioramento del quadro nazionale.
Molti articoli di dicembre hanno ricapitolato i provvedimenti del triennio 2022–2025, tra cui:
attacchi alle famiglie omogenitoriali;
limitazioni all’identità di genere;
interventi amministrativi contro registrazioni anagrafiche di figli di coppie LGBT+;
campagne politiche contro l’educazione di genere nelle scuole.
Pur in un clima politico difficile, dicembre ha visto anche:
iniziative culturali e comunitarie locali;
attività di sensibilizzazione in occasione del World AIDS Day (1 dicembre);
incontri e assemblee associative di fine anno.
Questi eventi, però, sono stati mediaticamente oscurati dal dibattito politico.
Dicembre 2025 in Italia è stato un mese di forte allarme per la comunità LGBT+, con:
bilanci annuali molto negativi;
conferma di leggi percepite come discriminatorie;
critiche internazionali;
mobilitazione delle associazioni.

Il film offre uno sguardo intimo e coraggioso sulla comunità queer underground iraniana.
Azad, uomo transgender, vive a Teheran con la compagna Nora, circondato da una rete di amici che rappresenta per loro una famiglia scelta. Quando Azad decide di proseguire il percorso di transizione, scopre che per ottenere i documenti necessari serve il consenso del padre, da cui è separato da anni.
I due partono per la remota città natale di Azad, dove il ritorno è segnato da:
- tensioni familiari
- giudizi e violenze sottili
- ostilità delle autorità locali.
Il film ritrae con delicatezza e realismo:
un protagonista trans maschile
una relazione queer in un contesto repressivo
la rete di amicizie come spazio di sopravvivenza
il conflitto tra identità personale e norme sociali
È uno dei rari film iraniani contemporanei a rappresentare apertamente la vita queer.
Dopo un litigio, Azad scompare. Nora, sola e ignorata dalle istituzioni, deve cercarlo in un ambiente che considera il loro amore una colpa.
È un racconto di identità, coraggio e vulnerabilità, sospeso tra intimità e pericolo.
Paesi: Malesia • Francia • Filippine Genere: Commedia drammatica • Cortometraggio • LGBTQ‑related Durata: 15 minuti Lingua: Tamil Regia e sceneggiatura: Ananth Subramaniam

Una coppia malaysiano‑tamil scopre che il loro caprone maschio è incinto, proprio alla vigilia di una cerimonia rituale in cui dovrebbe essere sacrificato. Temendo la punizione della divinità Karuppuswamy, i due intraprendono una ricerca per capire come sia possibile e come salvarsi.
Il corto usa l’assurdo per esplorare:
superstizione
norme sociali
identità e desiderio
fragilità delle strutture patriarcali
Girato in bianco e nero, il film adotta un tono sospeso tra realismo e allegoria.
Il film ha vinto la Queer Palm – Best Short Film a Cannes 2025. Subramaniam usa la metafora del caprone “fuori norma” per parlare di:
desiderio
agency
identità marginalizzate
ribellione silenziosa
Il corto suggerisce che chi devia dalle aspettative sociali diventa immediatamente oggetto di paura e controllo.

A dicembre 2025 Alfonso Signorini finisce sotto indagine dopo la denuncia di Antonio Medugno per violenza sessuale ed estorsione. Fabrizio Corona diffonde materiale che alimenta il caso e viene indagato per revenge porn. Signorini si autosospende da Mediaset e parla di accuse false. Le indagini sono ancora in corso.
IN EUROPA
Nel dicembre 2025, in Europa, il tema LGBT+ è dominato da un forte allarme sui diritti: cresce la repressione in diversi Paesi, calano le tutele e vari osservatori parlano di un “anno nero” per le persone LGBT+. Le analisi pubblicate a dicembre mostrano un peggioramento generale della situazione, con Italia e altri Paesi dell’Est in arretramento secondo la Rainbow Map e i report europei.
Un’analisi pubblicata a fine dicembre 2025 descrive il 2025 come un anno nero per i diritti LGBT+, con:
iniziative legislative restrittive in vari Paesi europei;
strategie politiche che alimentano ostilità verso le persone LGBT+;
arretramenti nelle tutele, soprattutto per persone trans e famiglie arcobaleno.
Secondo il report europeo citato da Quotidiano Nazionale, nel 2025:
- cresce la repressione in diversi Paesi
- calano le tutele per le persone LGBTQ+
- l’Italia scende al 35° posto in Europa
- Malta, Belgio e Islanda restano i Paesi più avanzati
Il report denuncia un deterioramento della democrazia e dei diritti fondamentali in molte aree del continente
Il Portale Europeo dei Giovani aggiorna a dicembre 2025 la pagina dedicata ai diritti LGBTI, ricordando che:
- la protezione delle persone LGBTI è una priorità dell’UE
- l’Unione promuove attivamente l’uguaglianza da oltre 25 anni
- persistono discriminazioni diffuse in tutta Europa
L’aggiornamento del 17 dicembre 2025 ribadisce l’impegno istituzionale, ma anche la necessità di vigilare sulle regressioni in corso
Nel dicembre 2025, in Europa:
- prevale un clima di regressione dei diritti LGBT+
- aumentano repressione e ostilità in vari Paesi
- l’Italia è citata come uno dei casi più critici
- l’UE ribadisce il proprio impegno, ma riconosce che la situazione è peggiorata
- i report internazionali (Rainbow Map, ILGA) confermano un trend negativo
Dicembre 2025 nel mondo
A dicembre 2025, nel mondo, i temi LGBT+ sono stati dominati da due tendenze globali opposte: da un lato forti arretramenti dei diritti in molti Paesi, dall’altro alcuni progressi simbolici e celebrazioni delle conquiste del 2025. Le fonti mostrano che il mese si chiude con un bilancio definito da più osservatori come “anno nero” per i diritti LGBT+
A fine dicembre, diversi osservatori internazionali pubblicano analisi molto dure:
Il 2025 è definito “un anno nero per i diritti LGBT” da Gayburg, che denuncia una strategia coordinata in vari Paesi per limitare diritti e visibilità delle persone LGBT+.
Gaiaitalia parla di “anno orribile per i diritti LGBTQIA+ a livello globale”, citando propaganda anti‑trans, politiche restrittive e regressioni legislative in più continenti.
Queste analisi vengono pubblicate proprio negli ultimi giorni di dicembre.
Un report aggiornato nel 2025 e ripreso a dicembre ricorda che:
65 Paesi nel mondo criminalizzano ancora l’omosessualità.
In alcuni Stati le pene includono ergastolo o pena di morte.
In varie regioni (Africa, Medio Oriente, Asia meridionale) si registrano inasprimenti delle leggi.
Nonostante il clima difficile, alcune testate internazionali celebrano le pietre miliari del 2025, pubblicate l’11 dicembre:
Liechtenstein: matrimonio egualitario in vigore dal 1° gennaio 2025.
Repubblica Ceca: approvazione del matrimonio egualitario nel 2025.
Thailandia: celebrazioni globali per la storica legge sul matrimonio egualitario (giugno 2024), ancora al centro delle rassegne del 2025.
Secondo Equaldex, nel mese di dicembre 2025 si registrano cambiamenti significativi:
Australia (Northern Territory): restrizioni all’accesso ai bloccanti della pubertà per minori (21 dicembre 2025).
Nuova Zelanda: il governo tenta di limitare l’accesso ai bloccanti, ma l’Alta Corte blocca la misura il 19 dicembre 2025.
A dicembre circolano ampiamente le mappe ILGA World, che mostrano:
un quadro globale molto disomogeneo
aree di forte repressione
progressi limitati a pochi Paesi europei e asiatici
(quadro sintetico, basato su indici e banche dati internazionali)
| Area | Paesi esempio | Situazione diritti LGBT+ nel 2025 | Nota chiave 2025 |
|---|---|---|---|
| Europa Nord/Ovest – Alta tutela | Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Spagna, Danimarca | Altissimi livelli di uguaglianza legale (matrimonio, adozione, identità di genere, protezioni odio) | Ai vertici degli indici globali di uguaglianza ed accettazione |
| Europa Centro/Sud – Mista | Italia, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Malta | Diritti spesso avanzati ma con forti differenze: alcuni Paesi al top (Malta), altri in arretramento (Italia) | In Repubblica Ceca avanzano tutele (matrimonio egualitario), in Italia calano gli indici |
| Europa Est/Balcani – Parziale o limitata | Romania, Bulgaria, Slovacchia | Riconoscimenti parziali (es. solo matrimoni esteri same‑sex riconosciuti) e protezioni incomplete | Nel 2025 alcuni Paesi iniziano a riconoscere solo i matrimoni same‑sex contratti all’estero |
| Americhe – Fortemente polarizzate | Canada, Uruguay, USA, Messico | Canada e Uruguay molto avanzati; USA e Messico con forti differenze interne tra Stati/regioni | In Messico nel 2025 viene rimossa la censura LGBT nello Stato di Tamaulipas |
| Oceania – Alta tutela ma con tensioni | Nuova Zelanda, Australia | Diritti generalmente avanzati, ma con dibattiti accesi su minori trans e cure di affermazione di genere | Nel 2025: restrizioni ai bloccanti in Northern Territory (Australia) e conferma della legalità in Nuova Zelanda |
| Asia – Forti contrasti | Thailandia, Nepal, altri | Alcuni Paesi (Thailandia, Nepal) fanno passi avanti; molti altri mantengono leggi ostili | Nepal ha indici relativamente alti; altre aree restano molto restrittive |
| Africa e Medio Oriente – Bassa tutela | Vari Paesi | In molti Stati l’omosessualità è ancora criminalizzata, con pene severe | Le mappe ILGA mostrano ampia criminalizzazione e scarsa protezione |
Paese: Canada Genere: Dramma romantico • LGBTQ+ • Indigenous cinema Durata: 89 minuti Lingue: Inglese • Michif Regia e sceneggiatura: Gail Maurice

Beatrice, narratrice Métis e commessa, vive una vita tranquilla finché non viene spinta a riconciliare il rapporto con la madre Leonore, da cui è separata da anni. Parallelamente, Beatrice si avvicina a Chani, una donna arrivata nella comunità alla ricerca della propria famiglia biologica.
Le due linee narrative — riconciliazione familiare e nuovo amore queer — si intrecciano in un percorso che esplora:
identità Métis
radici culturali
trauma intergenerazionale
desiderio e appartenenza
Il film costruisce un ritratto intimo e affettivo, dove la ricerca delle origini diventa anche ricerca di sé.
Il film è classificato come:
2025 LGBTQ‑related film
Canadian LGBTQ‑related film
LGBTQ First Nations culture in Canada
La relazione tra Beatrice e Chani è centrale e si intreccia con:
appartenenza Métis
lingua Michif come identità
memoria comunitaria
guarigione emotiva
È un racconto queer radicato nelle culture indigene, raro e prezioso nel panorama cinematografico.
Paese: Canada Genere: Dramma • Cortometraggio • LGBTQ+ Durata: 14 minuti Lingua: Inglese Regia e sceneggiatura: Andy Reid
Joel e Calvin sono due giovani uomini che condividono un momento di intimità fugace, un incontro che sembra destinato a rimanere senza conseguenze. Ma quando Calvin si allontana senza spiegazioni, Joel rimane sospeso tra:
desiderio
incertezza
bisogno di essere visto
Il film esplora la vulnerabilità dei legami brevi ma intensi, quei momenti che non diventano storie d’amore ma lasciano comunque un segno profondo.
È un racconto di connessioni effimere, di ciò che resta dopo un incontro che non diventa relazione.
Il corto si concentra su:
intimità queer quotidiana
fragilità emotiva maschile
desiderio non corrisposto
micro‑relazioni che definiscono l’identità
La prospettiva è intima, realista, priva di sensazionalismi.


Paesi: Regno Unito • USA Genere: Fantasy • Drammatico • LGBTQ+ • Fiaba femminista Durata: 90 minuti Lingua: Inglese Regia: Julia Jackman Soggetto: Adattamento dell’omonima graphic novel di Isabel Greenberg

Il film reimmagina Le mille e una notte attraverso una lente queer, femminista e fiabesca.
In un mondo sospeso tra mito e leggenda, due donne — Hero e Cherry — devono proteggere il loro amore da un marito violento e da un mondo governato da uomini. Per salvarsi, Hero racconta ogni notte una storia diversa, usando:
ingegno
immaginazione
potere narrativo
Le storie diventano armi di resistenza, tessendo un universo di:
sorellanza
desiderio
magia
ribellione
È un racconto che intreccia più livelli narrativi, dove la fiaba diventa strumento politico.

Paese: Regno Unito (produzione principale) Genere: Drammatico • Coming‑of‑age • LGBTQ+ Durata: 90 minuti Lingua: Inglese Regia: Luca Guadagnino Soggetto: Libera ispirazione al romanzo “Queer” di William S. Burroughs.
Ambientato nella Londra contemporanea, Queer segue il percorso di un giovane uomo che attraversa una fase di disorientamento emotivo e identitario. La sua vita cambia quando incontra una figura magnetica e irraggiungibile che lo costringe a confrontarsi con:
desiderio
dipendenza affettiva
solitudine
bisogno di riconoscimento
Il film esplora il confine tra amore, ossessione e ricerca di sé, con uno sguardo intimo e vulnerabile.
Queer si concentra su:
scoperta del desiderio
relazioni queer complesse
fragilità emotiva maschile
comunità come spazio di sopravvivenza
identità in trasformazione
È un racconto che evita stereotipi e punta su un realismo emotivo crudo e sensibile.



Paesi: Stati Uniti • Regno Unito Genere: Period romance • Dramma LGBTQ+ • Storico Durata: 128 minuti Lingua: Inglese Regia: Oliver Hermanus Sceneggiatura: Ben Shattuck, dal suo racconto The History of Sound e Origin Stories Distribuzione: MUBI (USA/Canada) • Universal Pictures / Focus Features (internazionale)

Data: 18 gennaio 2026 ore 16.30
Rainbow Liberation Front esprime profonda preoccupazione per la gravissima repressione in corso in Iran, a seguito delle proteste popolari scoppiate nelle ultime settimane.
Grazie a una connessione internet intermittente e a rischio della propria sicurezza, un giovane uomo gay di 28 anni del sud dell’Iran — che per ragioni di tutela chiameremo Armin — è riuscito a inviare una testimonianza diretta che descrive con lucidità e dolore la situazione nel Paese.
Armin si presenta così:
«Ciao, sono un uomo gay dell’Iran. Vivo nel sud del Paese.»
Spiega le cause profonde delle proteste:
«Queste proteste sono nate a causa dell’aumento del valore del dollaro, dei prezzi alle stelle, della corruzione, della discriminazione, dell’inefficienza strutturale e della dittatura del regime.»
Racconta come il movimento si sia esteso rapidamente:
«Si stavano diffondendo giorno dopo giorno, finché il governo ha temuto che potessero trasformarsi in un’ondata rivoluzionaria e ha iniziato uccisioni di massa e repressioni, tagliando l’accesso a internet.»
La violenza nelle strade è descritta in modo diretto e sconvolgente:
«I giovani e la popolazione affrontavano i proiettili a mani nude e il pavimento delle strade era rosso del sangue dei ragazzi e dei manifestanti.»
Aggiunge:
«La situazione era estremamente violenta e incredibile.»
Le richieste della popolazione sono semplici e universali:
«La gente vuole libertà, uguaglianza e un cambiamento dell’attuale situazione.»
Armin descrive anche il blackout delle comunicazioni:
«Internet al momento è disattivato, ma dovrebbe essere riattivato tra ad intermittenza»
E la militarizzazione del Paese:
«Tutte le manifestazioni nelle città sono state represse con la forza e di fatto è stata instaurata la legge marziale.»
Il suo giudizio è netto:
«Hanno trasformato l’Iran in una prigione.»
Armin ha inviato un messaggio, rivolto direttamente ai movimenti LGBTQ+ globali e alle organizzazioni che da anni combattono contro discriminazione e oppressione. Le sue parole, pur scritte in condizioni di pericolo sono un appello chiaro e urgente.
«Voglio che tutti i gruppi per i diritti LGBT, che hanno combattuto e continuano a combattere contro l’oppressione, la discriminazione e la repressione per anni, sappiano che il popolo iraniano — giovani, donne e persone queer come voi — sta lottando per un mondo migliore e per una vita umana.»
«Abbiamo il diritto di essere uguali, liberi, giusti e prosperi nel XXI secolo.»
«La tirannia religiosa viola sistematicamente e su larga scala i diritti delle persone queer, delle donne, dei giovani e della popolazione.»
«Vi prego, siate la nostra voce. Il governo vuole trasformare l’Iran in una prigione e rendere lo spazio completamente controllato. Vi prego, siate la voce della nostra lotta umana.»
«Non vogliamo altro che libertà, umanità, uguaglianza e la fine dell’oppressione. Non lasciateci soli.»
Rainbow Liberation Front condanna con fermezza:
l’uso della forza letale contro manifestanti disarmati
la repressione sistematica delle libertà civili
la persecuzione delle persone LGBTQ+
l’oscuramento delle comunicazioni come strumento di controllo
Chiediamo alla comunità internazionale, alle istituzioni europee, alle organizzazioni per i diritti umani e ai media di:
monitorare attivamente la situazione in Iran
dare visibilità alle testimonianze delle vittime
condannare pubblicamente la repressione
sostenere la popolazione iraniana, in particolare giovani, donne e persone LGBTQ+
Rainbow Liberation Front continuerà a:
raccogliere testimonianze
proteggere l’identità delle persone coinvolte
denunciare le violazioni dei diritti umani
amplificare la voce di chi non può parlare liberamente
La voce di Armin è una delle poche che riescono a superare il muro della censura.
È nostro dovere ascoltarla e diffonderla.
Ambientato tra il 1917 e il 1980, il film segue la storia d’amore tra Lionel e David, due studenti del Boston Conservatory che si incontrano poco prima dell’ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale.
Dopo la guerra, i due si riuniscono per un viaggio invernale attraverso il Maine, registrando canti popolari su cilindri di cera. Il viaggio riaccende il loro legame, ma la vita li separa di nuovo.
Anni dopo, Lionel scopre che:
David è morto per suicidio, segnato dal trauma della guerra
il viaggio musicale non era mai stato ufficialmente autorizzato
i cilindri sono scomparsi
Nel 1980, Lionel — ormai etnomusicologo — riceve finalmente i cilindri, incluso uno registrato da David il giorno della sua morte, con un ultimo messaggio d’amore e la canzone Silver Dagger.
È un racconto di memoria, perdita, desiderio e archivio sonoro.
Il film è classificato come:
2020s LGBTQ‑related drama film
American LGBTQ‑related film
British LGBTQ‑related film
La relazione tra Lionel e David è il cuore emotivo del film: intima, complessa, segnata dalla guerra e dal silenzio.
