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RAINBOW LIBERATION FRONT

Rainbow Liberation Front

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BEARCAVE (ARKOUDOTRYPA) - 2025

Paese: Grecia Genere: Drammatico • Queer • Folk rurale Sezione festivaliera: Giornate degli Autori – Venezia 2025

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Chi siamo

 

 

Il Rainbow Liberation Front nasce nel cuore dell’Europa dell’Est, tra le voci di attivisti che hanno scelto di resistere anche quando la libertà sembrava un miraggio. Alcuni di loro hanno pagato con la detenzione il coraggio di difendere i diritti umani e la dignità delle persone LGBTQIA+, ma proprio da quelle esperienze di repressione è germogliata la forza di un movimento collettivo.

Le origini: un gruppo di attivisti provenienti da diversi Paesi dell’Est, uniti dalla volontà di rompere il silenzio e di dare visibilità alle comunità marginalizzate.

La resilienza: molti di loro hanno vissuto la prigione e la persecuzione, ma hanno trasformato la sofferenza in energia politica e culturale.

La fondazione: nel 2017, da questa rete di solidarietà e resistenza, è nata ufficialmente l’associazione Rainbow Liberation Front, con l’obiettivo di creare uno spazio transnazionale di liberazione e dignità.

La missione: costruire ponti tra culture, generazioni e comunità, promuovendo giustizia sociale, memoria storica e creatività come strumenti di emancipazione.

Oggi il Rainbow Liberation Front è più di un’associazione: è un fronte di liberazione, un laboratorio di idee e azioni che continua a crescere grazie alla partecipazione di chi crede che la diversità sia una forza e che la dignità non abbia confini.

 

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Nel villaggio montano di Tirna, in Grecia, la vita di due giovani donne prende una piega inattesa.

Argyro, contadina intraprendente, vive un legame profondo con Anneta, la ragazza più popolare del paese.

Quando Anneta rivela di essere incinta e di voler seguire il fidanzato in città, Argyro la convince a un’ultima avventura: cercare la leggendaria grotta dell’orso.

È il momento che Argyro aspettava per confessare il suo amore… ma Anneta parte prima che possa farlo.

In città, costretta a convivere con una suocera invadente, Anneta capisce che il destino che le è stato imposto non coincide con ciò che desidera davvero.

Il film è descritto come “un’odissea d’amore che unisce più generi, ambientata nel cuore del folklore montano dei Balcani”.

 

La relazione tra Argyro e Anneta offre una rappresentazione rara e luminosa della vita queer in contesti rurali.

Il film si distingue per:

- tono affettuoso e non tragico

- humour leggero

- attenzione ai legami femminili

- un immaginario rurale che diventa spazio di desiderio e possibilità

È una narrazione queer non cupa, lontana dai cliché del trauma.

BETWEEN DREAMS AND HOPE (2025)

Paese: Iran Genere: Drammatico • Sentimentale • LGBTQ+ underground Durata: 106 minuti Lingua: Persiano Regia e sceneggiatura: Farnoosh Samadi

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Il film offre uno sguardo intimo e coraggioso sulla comunità queer underground iraniana.

Azad, uomo transgender, vive a Teheran con la compagna Nora, circondato da una rete di amici che rappresenta per loro una famiglia scelta. Quando Azad decide di proseguire il percorso di transizione, scopre che per ottenere i documenti necessari serve il consenso del padre, da cui è separato da anni.

I due partono per la remota città natale di Azad, dove il ritorno è segnato da:

- tensioni familiari

- giudizi e violenze sottili

- ostilità delle autorità locali.

 

Il film ritrae con delicatezza e realismo:

un protagonista trans maschile

una relazione queer in un contesto repressivo

la rete di amicizie come spazio di sopravvivenza

il conflitto tra identità personale e norme sociali

È uno dei rari film iraniani contemporanei a rappresentare apertamente la vita queer.

Dopo un litigio, Azad scompare. Nora, sola e ignorata dalle istituzioni, deve cercarlo in un ambiente che considera il loro amore una colpa.

È un racconto di identità, coraggio e vulnerabilità, sospeso tra intimità e pericolo.

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Parlamento Europeo: interrogazione sugli abusi dell’articolo 206 in Moldavia

Appello per i diritti LGBT in Moldova

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La Repubblica di Moldova si avvicina all’ingresso nell’Unione Europea. Tuttavia, mentre il paese compie passi importanti verso l’integrazione europea, i diritti delle persone LGBT restano gravemente negati. La discriminazione non proviene soltanto dalla società, ma è alimentata dalle stesse istituzioni attraverso leggi punitive e ingiuste.

 

L’articolo 206 del codice penale

Uno dei simboli più evidenti di questa repressione è l’articolo 206 del codice penale moldavo. Questa norma prevede pene da 10 a 20 anni di reclusione per atti considerati “perversi” dalla legge, in riferimento ai minori come: assistere alla visione di un film pornografico gay, leggere un libro erotico o fantasy che racconta storie d’amore omosessuali.

A causa di questa disposizione, centinaia di persone LGBT sono rinchiuse nelle carceri moldave e costrette a lunghe condanne. Una realtà che rende la Moldova un paese ad altissimo rischio per chiunque appartenga alla comunità LGBT+.

 

La richiesta al Parlamento Europeo

Con questo appello, chiediamo al Parlamento Europeo di:

esigere dal governo moldavo il rispetto dei diritti fondamentali delle persone LGBT,

promuovere l’abrogazione o la modifica dell’articolo 206,

garantire che l’ingresso della Moldova nell’UE sia accompagnato da un reale progresso in materia di diritti civili e inclusione.

L’Europa non può accogliere un paese che mantiene leggi discriminatorie e punitive contro i suoi cittadini.

 

I firmatari

Questo appello è sostenuto da una rete di associazioni e movimenti europei che credono nella dignità e nella liberazione di tutte le persone:

Associazione Rainbow Liberation Front – ITALIA

Progetto 100 MENSCH – GERMANIA

Associazione Le Rose di Gertrude – ITALIA

Associação Trans e Não-Binária – PORTOGALLO

Centro LGBT du Mans / Associazione Homogène – FRANCIA

CERTI DIRITTI / Associazione Radicale – ITALIA

Patrimonio LGBT IHLIA – PAESI BASSI

Centro Cassero LGBTI+ di Bologna – ITALIA

Fédération Prisme – BELGIO

Associazione Shoutout – IRLANDA

La Nuova Alba Pagana – ROMANIA

Movimento politico europeo transnazionale DiEM25

 

 

La lotta per i diritti LGBT in Moldova è una battaglia che riguarda tutta l’Europa. La Rainbow Liberation Front e i suoi partner internazionali chiedono con forza che la dignità, la libertà e l’uguaglianza siano al centro del processo di integrazione europea.


 

Bruxelles, 16 luglio 2025 – La deputata Carolina Morace (gruppo The Left) ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea per denunciare i possibili abusi dell’articolo 206 del codice penale moldavo nei confronti della comunità LGBTQIA+.

Secondo segnalazioni di organizzazioni per i diritti umani e testimonianze di detenuti nelle carceri moldave, la norma – che disciplina il traffico di minori – verrebbe applicata in modo arbitrario e discriminatorio contro persone LGBTQIA+, in un contesto sociale e giudiziario segnato da diffusa discriminazione sistemica. È stato inoltre denunciato l’uso di normative ambigue per colpire indirettamente l’orientamento sessuale attraverso accuse formali di altra natura.

La Moldavia, che ha ottenuto lo status di paese candidato all’adesione all’Unione Europea, è chiamata a rispettare lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Morace chiede alla Commissione se:

sia a conoscenza di segnalazioni sull’uso discriminatorio dell’articolo 206;

intenda monitorare più da vicino la situazione dei diritti umani delle persone LGBTQIA+ nelle carceri moldave, anche con ONG indipendenti e il Consiglio d’Europa;

ritenga opportuno condizionare l’avanzamento del processo di adesione della Moldavia all’UE a una riforma del sistema giudiziario che elimini ogni abuso giuridico contro minoranze vulnerabili.

BLEAT! (2025)

Paesi: Malesia • Francia • Filippine Genere: Commedia drammatica • Cortometraggio • LGBTQ‑related Durata: 15 minuti Lingua: Tamil Regia e sceneggiatura: Ananth Subramaniam

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Una coppia malaysiano‑tamil scopre che il loro caprone maschio è incinto, proprio alla vigilia di una cerimonia rituale in cui dovrebbe essere sacrificato. Temendo la punizione della divinità Karuppuswamy, i due intraprendono una ricerca per capire come sia possibile e come salvarsi.

Il corto usa l’assurdo per esplorare:

superstizione

norme sociali

identità e desiderio

fragilità delle strutture patriarcali

Girato in bianco e nero, il film adotta un tono sospeso tra realismo e allegoria. 

 

Il film ha vinto la Queer Palm – Best Short Film a Cannes 2025. Subramaniam usa la metafora del caprone “fuori norma” per parlare di:

desiderio

agency

identità marginalizzate

ribellione silenziosa

Il corto suggerisce che chi devia dalle aspettative sociali diventa immediatamente oggetto di paura e controllo.

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Partecipa alla difesa dei diritti e all’inclusione sociale LGBT

BLOOD LINES (2025)

Paese: Canada Genere: Dramma romantico • LGBTQ+ • Indigenous cinema Durata: 89 minuti Lingue: Inglese • Michif Regia e sceneggiatura: Gail Maurice

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Beatrice, narratrice Métis e commessa, vive una vita tranquilla finché non viene spinta a riconciliare il rapporto con la madre Leonore, da cui è separata da anni. Parallelamente, Beatrice si avvicina a Chani, una donna arrivata nella comunità alla ricerca della propria famiglia biologica.

Le due linee narrative — riconciliazione familiare e nuovo amore queer — si intrecciano in un percorso che esplora:

identità Métis

radici culturali

trauma intergenerazionale

desiderio e appartenenza

Il film costruisce un ritratto intimo e affettivo, dove la ricerca delle origini diventa anche ricerca di sé.

 

Il film è classificato come:

2025 LGBTQ‑related film

Canadian LGBTQ‑related film

LGBTQ First Nations culture in Canada

La relazione tra Beatrice e Chani è centrale e si intreccia con:

appartenenza Métis

lingua Michif come identità

memoria comunitaria

guarigione emotiva

È un racconto queer radicato nelle culture indigene, raro e prezioso nel panorama cinematografico.

 

Carolina Morace 

Eurodeputata e voce LGBTIQ

Sportiva di fama internazionale: ex calciatrice e allenatrice della Nazionale femminile italiana, pioniera del calcio femminile.

Dal 2024 siede al Parlamento Europeo nel gruppo The Left, impegnata su diritti civili, cultura e giustizia sociale.

Ha reso pubblica la sua relazione con Nicole Jane Williams, diventando un punto di riferimento per la comunità e per la visibilità nello sport.

Sostiene il matrimonio egualitario, la lotta contro discriminazioni sistemiche e la difesa dei diritti delle minoranze vulnerabili.

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BRIEF SOMEBODIES (2025)

Paese: Canada Genere: Dramma • Cortometraggio • LGBTQ+ Durata: 14 minuti Lingua: Inglese Regia e sceneggiatura: Andy Reid

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Joel e Calvin sono due giovani uomini che condividono un momento di intimità fugace, un incontro che sembra destinato a rimanere senza conseguenze. Ma quando Calvin si allontana senza spiegazioni, Joel rimane sospeso tra:

desiderio

incertezza

bisogno di essere visto

Il film esplora la vulnerabilità dei legami brevi ma intensi, quei momenti che non diventano storie d’amore ma lasciano comunque un segno profondo.

È un racconto di connessioni effimere, di ciò che resta dopo un incontro che non diventa relazione.

 

Il corto si concentra su:

intimità queer quotidiana

fragilità emotiva maschile

desiderio non corrisposto

micro‑relazioni che definiscono l’identità

La prospettiva è intima, realista, priva di sensazionalismi.

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IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

UE: la Commissione risponde sugli abusi giuridici in Moldavia contro la comunità LGBTIQ

100 NIGHTS OF HERO (2025)

Paesi: Regno Unito • USA Genere: Fantasy • Drammatico • LGBTQ+ • Fiaba femminista Durata: 90 minuti Lingua: Inglese Regia:  Julia Jackman Soggetto: Adattamento dell’omonima graphic novel di Isabel Greenberg

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Prendiamo atto della risposta della Commissione europea all’interrogazione sull’uso discriminatorio dell’articolo 206 del codice penale moldavo. Apprezziamo il riconoscimento generale delle segnalazioni e l’impegno a monitorare le condizioni carcerarie e lo Stato di diritto in collaborazione con il Consiglio d’Europa e la società civile.

Tuttavia, rileviamo con preoccupazione che la Commissione non ha fatto alcun riferimento diretto all’articolo 206, oggetto specifico dell’interrogazione. Questa omissione rischia di indebolire la portata della risposta, poiché proprio l’applicazione arbitraria di tale norma è stata denunciata come strumento di discriminazione contro le persone LGBTQIA+.

Per garantire credibilità e incisività, riteniamo necessario che:

  • la Commissione affronti esplicitamente l’uso dell’articolo 206 e ne valuti l’impatto discriminatorio;
  • il monitoraggio dei diritti umani includa un’analisi puntuale delle norme penali che possono essere strumentalizzate contro minoranze vulnerabili;
  • il processo di adesione della Moldova sia condizionato non solo a riforme generali del sistema giudiziario, ma anche alla revisione di articoli specifici che favoriscono abusi e discriminazioni.

Rainbow Liberation Front  ribadisce che il silenzio su disposizioni normative concrete non può tradursi in una protezione effettiva. È necessario un impegno chiaro e vincolante per garantire che nessuna legge venga usata come arma contro la dignità e i diritti delle persone LGBTQIA+.

Il film reimmagina Le mille e una notte attraverso una lente queer, femminista e fiabesca.

In un mondo sospeso tra mito e leggenda, due donne — Hero e Cherry — devono proteggere il loro amore da un marito violento e da un mondo governato da uomini. Per salvarsi, Hero racconta ogni notte una storia diversa, usando:

ingegno

immaginazione

potere narrativo

Le storie diventano armi di resistenza, tessendo un universo di:

sorellanza

desiderio

magia

ribellione

È un racconto che intreccia più livelli narrativi, dove la fiaba diventa strumento politico.

 

Bruxelles, 9 settembre 2025 – La Commissione europea, tramite la vicepresidente Marta Kos, ha risposto all’interrogazione parlamentare E‑002934/2025 riguardante i presunti abusi dell’articolo 206 del codice penale moldavo contro persone LGBTIQ.

La Commissione ha dichiarato di essere a conoscenza delle segnalazioni relative all’uso improprio delle procedure giuridiche per colpire la comunità LGBTIQ nella Repubblica di Moldavia. Per garantire responsabilità e trasparenza, l’UE ha ribadito che continuerà a monitorare attentamente le condizioni carcerarie e lo Stato di diritto, collaborando con il Consiglio d’Europa, la società civile e ONG indipendenti.

Kos ha sottolineato che i progressi nel processo di adesione della Moldavia all’UE rimangono subordinati a riforme giudiziarie significative, come già evidenziato nella relazione sull’allargamento 2024. L’obiettivo è eliminare gli abusi giuridici e salvaguardare i diritti delle persone vulnerabili, incluse quelle della comunità LGBTIQ.

La Commissione ha inoltre confermato il proprio impegno a sostenere misure volte a contrastare violenza, odio e discriminazione, e ha ribadito che ulteriori tappe del processo di adesione dipenderanno da progressi concreti nel rafforzamento dello Stato di diritto, nella lotta alla discriminazione e nella garanzia di uguaglianza per tutti i cittadini.

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QUEER (2025)

Paese: Regno Unito (produzione principale) Genere: Drammatico • Coming‑of‑age • LGBTQ+ Durata: 90 minuti  Lingua: Inglese Regia: Luca Guadagnino Soggetto: Libera ispirazione al romanzo “Queer” di William S. Burroughs.

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Ambientato nella Londra contemporanea, Queer segue il percorso di un giovane uomo che attraversa una fase di disorientamento emotivo e identitario. La sua vita cambia quando incontra una figura magnetica e irraggiungibile che lo costringe a confrontarsi con:

desiderio

dipendenza affettiva

solitudine

bisogno di riconoscimento

Il film esplora il confine tra amore, ossessione e ricerca di sé, con uno sguardo intimo e vulnerabile. 

 

Queer si concentra su:

scoperta del desiderio

relazioni queer complesse

fragilità emotiva maschile

comunità come spazio di sopravvivenza

identità in trasformazione

È un racconto che evita stereotipi e punta su un realismo emotivo crudo e sensibile.

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commissione europea
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THE HISTORY OF SOUND (2025)

Paesi: Stati Uniti • Regno Unito Genere: Period romance • Dramma LGBTQ+ • Storico Durata: 128 minuti Lingua: Inglese Regia: Oliver Hermanus Sceneggiatura: Ben Shattuck, dal suo racconto The History of Sound e Origin Stories Distribuzione: MUBI (USA/Canada) • Universal Pictures / Focus Features (internazionale)

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Diritti LGBT in Moldova: tra repressione e speranza europea


Un paese in transizione
La Repubblica di Moldova si trova oggi in una fase cruciale della sua storia. Mentre compie passi importanti verso l’adesione all’Unione Europea, la comunità LGBT+ continua a vivere una realtà segnata da discriminazioni sistemiche e repressione legale.

Il nodo dell’articolo 206
Uno dei simboli più controversi di questa repressione è l’articolo 206 del codice penale moldavo. Nato per contrastare il traffico di minori, viene denunciato da ONG e attivisti come applicato in modo arbitrario contro persone LGBTQIA+. Questa norma ha portato a condanne sproporzionate e a un clima di paura, trasformandosi in uno strumento di discriminazione piuttosto che di tutela.

La pressione dell’Unione Europea
La Moldova ha ottenuto lo status di paese candidato all’UE, ma Bruxelles ha chiarito che i progressi nel processo di adesione dipenderanno da riforme giudiziarie significative e dal rispetto dei diritti fondamentali. La Commissione Europea ha ribadito il proprio impegno a monitorare le condizioni carcerarie e lo Stato di diritto, collaborando con il Consiglio d’Europa e ONG indipendenti. 

Una società divisa
Influenza religiosa: la Chiesa ortodossa moldava esercita un forte peso politico e sociale, alimentando campagne contro la cosiddetta “propaganda omosessuale”.

Discriminazione quotidiana: aggressioni, minacce e stigmatizzazione sono frequenti; molte persone LGBT vivono con paura di visibilità.

Attivismo coraggioso: Iniziative come il Moldova Pride continuano a dare voce alla comunità, nonostante pressioni e contromanifestazioni ostili.

La richiesta della società civile
Reti europee e associazioni come la Rainbow Liberation Front chiedono con forza che l’ingresso della Moldova nell’UE sia accompagnato da un reale progresso in materia di diritti civili e inclusione. La dignità, la libertà e l’uguaglianza non possono essere negoziate: l’Europa non può accogliere un paese che mantiene leggi punitive e discriminatorie contro i suoi cittadini.

Ambientato tra il 1917 e il 1980, il film segue la storia d’amore tra Lionel e David, due studenti del Boston Conservatory che si incontrano poco prima dell’ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale.

Dopo la guerra, i due si riuniscono per un viaggio invernale attraverso il Maine, registrando canti popolari su cilindri di cera. Il viaggio riaccende il loro legame, ma la vita li separa di nuovo.

Anni dopo, Lionel scopre che:

David è morto per suicidio, segnato dal trauma della guerra

il viaggio musicale non era mai stato ufficialmente autorizzato

i cilindri sono scomparsi

Nel 1980, Lionel — ormai etnomusicologo — riceve finalmente i cilindri, incluso uno registrato da David il giorno della sua morte, con un ultimo messaggio d’amore e la canzone Silver Dagger.

È un racconto di memoria, perdita, desiderio e archivio sonoro.

 

Il film è classificato come:

2020s LGBTQ‑related drama film

American LGBTQ‑related film

British LGBTQ‑related film

La relazione tra Lionel e David è il cuore emotivo del film: intima, complessa, segnata dalla guerra e dal silenzio.

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